Il Parco dei Poeti: il Vergiliano di Napoli

il Parco Vergiliano a dirla tutta coniuga tre aspetti interessanti: storia, poesia e natura! Intorno al 1930, in occasione del bimillenario delle celebrazioni virgiliane, è diventato Parco e poi monumento nazionale.

Il Parco è chiamato Vergiliano (da non confondere con il Parco Virgiliano di Posillipo) perché ospita il cenotafio del sommo poeta Virgilio e dal 1934 riposa qui anche un altro gigante della letteratura, Giacomo Leopardi. La presenza, infatti, di questi due grandi protagonisti della nostra cultura ha reso questo luogo meta di turismo colto per molti secoli, e oggi tutto ciò è testimoniato dall’ intreccio di due percorsi offerti ai visitatori:

Il percorso storico-artistico, che conduce il visitatore al Colombario di epoca romana (c.d. Tomba di Virgilio) passando per il Monumento funerario di Giacomo Leopardi e per altre importanti testimonianze, come la Crypta Neapolitana una lunga ed angusta galleria lunga fino a 700 metri e alta 10 metri e tutta scavata nel tufo definita un luogo di culto e dove avvenivano molti riti iniziatici. Secondo la tradizione fu lo stesso Virgilio a scavare la grotta in una sola notte grazie alla sua arte magica anche se la sua costruzione risale alla fine del I secolo a.C. per collegare Napoli alla città di Pozzuoli (oggi in disuso) e quindi ancor prima che arrivassero i Greci.

Il percorso botanico-letterario, offre la possibilità di osservare piante e arbusti, citati da Virgilio nelle sue principali opere:le Bucoliche, le Georgiche e dai poemi mitologici, corredati da didascalie dipinte a mano su piastrelle maiolicate.

Ma sorprendentemente, oggi invece, è uno dei tesori poco noti anche agli stessi napoletani, ben nascosto agli occhi tra il traffico e lo smog della grande città. Il parco, infatti, è collocato poco distante dalla stazione ferroviaria di Mergellina alle spalle della Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta e l’accesso è a circa venti metri prima dell’ ingresso della galleria Quattro Giornate.

Si racconta che gli ammiratori del sommo poeta iniziarono infatti a recarsi in pellegrinaggio in questo luogo subito dopo la sua scomparsa: da qui passarono prima Stazio, Plinio il Giovane e Silio Italico; poi Petrarca e Boccaccio. Anche lo stesso Leopardi.

Proviamo, a raccontarvelo, percorrendo anche se solo con le parole quello che adesso è un Parco Letterario, che è stato oggetto di lavori di recupero a cura della Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico di Napoli e Provincia in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa.

All’entrata  sul fondo è presente un’edicola fatta collocare dal Vicerè Pietro D’Aragona  con iscrizioni che raccontano la presenza della tomba del Poeta Virgilio, e subito sulla destra  è collocato in una nicchia scavata nella parete un busto di Virgilio posto su di una colonnina, dono del 1931 degli studenti dell’Accademia dell’Ohio.

Il percorso, che si dirama in piccoli tornanti porta ad uno spiazzo dove è presente la tomba di Giacomo Leopardi, morto il 14 Giugno 1837  e prima sepolto nella antica chiesa di S.Vitale a Fuorigrotta, e poi le sue spoglie furono  traslate nel parco  l’1marzo del 1939. Qui il video della traslazione.

Poco più avanti si arriva poi ad un nuovo spazio in cui si inconta la Crypta Neapolitana tutta scavata nel tufo definita un luogo di culto e dove avvenivano molti riti iniziatici oggi purtroppo interdetta e inutilizzata, lunga 711 metri, larga 4, ed alta tra i 5 e i 20 metri. La crypta scavata nella della collina di Posillipo, collega Mergellina (salita della Grotta) e Fuorigrotta (via della Grotta Vecchia), e da questa prendono nome i due quartieri di Napoli: Piedigrotta, al di qua e ai piedi della grotta, e Fuorigrotta, al di là della grotta. All’ingresso della grotta ci sono due nicchie affrescate: quella di sinistra raffigura la  Madonna Odigitria, “Colei che indica la via“, del XIV secolo (che al di sotto nasconderebbe altri 5 strati pittorici), mentre quella di destra ha il volto dell’Onnipotente, forse lo stesso Virgilio? (mago!) O molto probabilmente S.Luca. Interessanti informazioni le trovate qui!

E a destra, scavato nel tufo, si vede un breve tratto dell’Acquedotto romano che portava l’acqua sino a Miseno, nei Campi Flegrei.

Si arriva poi ad una ripida scala che conduce ad una vista spettacolare sul golfo di Napoli e che conduce poi al famosa tomba vuota del poeta Virgilio e che si collega visivamente al Castel dell’Ovo e alla sua famosa leggenda sull’uovo!

Un monumento funerario posto ad un livello più alto rispetto a quello antico, con la forma di un colombario (con dieci loculi per urne cinerarie), assai ricorrente nell’architettura funeraria campana. Al centro vi è posto un tripode di metallo, ritrovato durante i lavori di restauro, nel quale tutt’ora i giovani innamorati danno fuoco a fogli di carta, per ricevere una benedizione sul proprio amore.

Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc Parthenope; cecini pascua, rura, duces.

Questo testo latino appare proprio posto sul cenotafio di Publio Virgilio Marone, frase che sembrerebbe essere stata dettata dallo stesso Virgilio in punto di morte. Essa riassume i luoghi e le Opere del Poeta e si può tradurre letteralmente in: “Mi generò Mantova, la Calabria [la Puglia in realtà, perchè in antichità il Salento si chiamava calabria e precisamente a Brundisium (Brindisi)] mi rapì: ora mi custodisce Partenope [Napoli]; cantai i pascoli [le Bucoliche], i campi [le Georgiche], i condottieri [l’Eneide]”.

Ma perchè legare eternamente Virgilio proprio a questo luogo? I biografi ci raccontano che il poeta, partito per la Grecia per un viaggio di studi, si sarebbe ammalato gravemente e poi deceduto a Brindisi, nel viaggio di ritorno, all’età di 51 anni, nel 19 a.C. I suoi resti furono trasportati a Napoli e raccolti nel sepolcro sulla via Puteolana presso la villa che aveva acquistato da Sirone.

Sue sono le parole: ILLE VIRGILIUM ME TEMPORE DULCIS ALEBAT PARTHENOPE…
[IN QUEL TEMPO ME VIRGILIO NUTRIVA LA DOLCE PARTENOPE]
ed il nostro popolo non è mai stato ingrato alla memoria di questi versi e alla sua poesia.

Avete notato quanta storia, leggende, personaggi sono presenti in questo luogo direi quasi “incantato”? Ci sarebbe ancora tanto da raccontare. Un parco pubblico fuori dal comune che vi invito a visitare, e che vi assicuro vi stupirà.

COLLOCAZIONE:
Il parco si trova poco distante dalla stazione ferroviaria di Mergellina (collegata alla Linea 2 e alla Linea 6) che si può raggiungere dalla stazione ferroviaria di Piazza Garibaldi utilizzando la Linea 2 in direzione Campi Flegrei. Una volta usciti dalla stazione, che si trova presso un incrocio stradale, bisogna dirigersi verso destra nella strada Salita della Grotta e camminare per circa trenta metri costeggiando la Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta: l’ ingresso è situato circa venti metri prima dell’ ingresso della galleria Quattro Giornate, sulla sinistra della strada.

Indirizzo: Salita della Grotta

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