Il Giardino Segreto della Castelluccia della Reggia di Caserta

La Castelluccia, nasce nel 700,  è ben nascosta alla vista all’interno del Parco della Reggia di Caserta, precisamente nel Bosco Vecchio. 
Proprio nel cuore del bosco, lungo il viale centrale questa costruzione  che nella configurazione attuale, ricorda un castello in miniatura, che il giovane Ferdinando IV volle per esercitarsi in finte battaglie, sorge sulle vestigia  di un edificio cinquecentesco: la Parnesta (1598).
Preesistente alla costruzione della Reggia è inserita nel Giardino Segreto seicentesco dei Principi di Acquaviva, nato come luogo di ristoro e di svago dagli impegni reali. 

Planimetrie: fonte sito web Reggia di Caserta

Oggi l’ impianto complessivo è assimilabile a un vasto rettangolo, con orientamento nord-sud, delimitato da sentieri perimetrali in terra battuta e i viali trasversali e diagonali, ai cui incroci sono collocate fontane e gruppi scultorei di pregio. 
Il giardino (1594 – 1634) inoltre vanta di un  patrimonio arboreo e arbustivo prevalentemente costituito da lecci, allori, querce con un  sottobosco di specie d’ interesse botanico e naturalistico quali: l’acanto e  il pungitopo. 
Nelle fasce di bordura risulta presente il bosso cuscus.

Allorché Vanvitelli elaborò l’ambizioso progetto, voluto da Carlo di Borbone, per la costruzione a Caserta di una grande Reggia non trascurò quest’area, inserendola  nel progetto complessivo del parco, 
che al centro del “boschetto antico” – come si legge nella I tavola della dichiarazione dei disegni di Luigi Vanvitelli – prevedeva un casino con “giardinetti secreti” luogo di ristoro e svago per le “persone reali” conservando così l’originaria destinazione già individuata dagli antichi signori di Caserta.

Rilievi della Pianta, prospetto e sezione della Castelluccia: studio “FIDIA S.r.l.”

Più schematicamente, come si evince sopra da alcune slide sintetiche dello studio dei giardini della Castelluccia elaborate dall’ Arch.Talamo:

1. l’impianto originario dei giardini è databile alla fine del XVI secolo e primo decennio del XVII: giardino di fiori e frutti e agrumi;

2. successiva trasformazione del sito a piccola fortezza, ultimi decenni del XVIII, con la Castelluccia e piccoli edifici militari: dovuto al Collecini (collaboratore di Vanvitelli) 1769 destinata a esercitazioni militari del giovane Re Ferdinando, che realizzò anche la Peschiera Grande dove si combattevano finte battaglie navali.

3. trasformazione a “flora” – 1818, originaria destinazione d’uso, con la trasformazione delle fabbriche militari mitigandone il carattere bellico. Ricomposizione di un piccolo giardino formale sulla spianata superiore, organizzato simmetricamente intorno all’ asse centrale del percorso principale in due quadranti regolari di aiuole delimitate da siepi e scompartite da vialetti in terra battuta.


Non perdetevi l’occasione di visitare questo bellissimo luogo, quasi incantato!!




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2 Comments

  1. Studio fatto bene ed esaustivo…mi chiedevo ..elemento credo a pianta circolare posto sul loggiato della Castelluccia che funzione assolve o assolveva
    Grazie

  2. Grazie per l’interesse mostrato al nostro articolo.

    Il vero nome è Torre della Pernesta Castelluccia, una sorta di fortezza in miniatura edificata nel 1769 per il divertimento. In origine, la torre ottagonale, il ponte levatoio, e soprattutto, una cinta bastionata, rendevano chiaro il carattere militare della struttura. Ma, nel 1819 la trasformazione dei bastioni in giardini ha modificato il disegno iniziale. L’ edificio che in alto si restringe e diventa cilindrico è circondato da una terrazza, per assumere successivamente una forma più consona alla sua destinazione di fortezza con bastioni e fossato;

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