La Natura nelle opere di Escher

Scritto su www.econote.it
Oggi vi parlerò di un personaggio del tutto particolare e affascinante  creatore di un arte quasi misteriosa! Dietro ogni sua opera si nascondono, nonostante le sue stesse affermazioni, simboli, allegorie, enigmi, crittografie, rebus o comunque qualcosa di segreto.
Ritratto di G.A .Escher, padre dell’artista, all’età di 92 anni, litografia, 1935
Sto parlando di M.C.Escher.
Parlare di tutte le sue meravigliose opere sarebbe veramente difficile in sintesi, possiamo però per sommi capi dividere il suo percorso artistico  in cinque grandi temi e qualche esempio, che ci aiuteranno ad avere un quadro generale e introduttivo sulla sua personalità d’artista.
I TEMI sono:
1.    Gli oggetti naturali che occupano gran parte della produzione giovanile, in cui è evidente il retaggio espressionista tipico della cultura germanica, molte opere del periodo italiano, i paesaggi in particolare, e non molte opere successive;
Ravello 
2.    gli oggetti deformati e fantastici : immagini in cui sono presenti oggetti regolari insieme a oggetti impossibili o fortemente deformati da complesse prospettive;
Tre sfere
 3.    le coperture/tessiture : composizioni di figure atte a coprire interamente una superficie, senza cioè che s’intraveda lo sfondo tra di esse;
Metamorfosi II 
4.    le coperture incrociate con volumi : sistema di incastro tra le figure e la loro reciproca trasformazione, il gioco e la metamorfosi tra figure della geometria piana e figure prese dalla realtà, il passaggio di scala, la riduzione, la riflessione;
Ciclo 
5.    le architetture impossibili : composizioni basate su costruzioni e spazi impossibili per una qualche aberrazione prospettica voluta dall’artista, in grado di generare doppiezze e sovrapposizioni.
Belvedere  
Io vorrei  soffermarmi però su quelle opere dove la  sua arte è legata in maniera inconfutabile alla natura. In fondo lo saranno un po’ tutte!
Escher infatti affermava:
“ Le idee che stanno alla base delle mie stampe derivano dall’ammirazione  e dal mio stupore nei confronti delle leggi che regolano il mondo in cui viviamo. Chi si meraviglia di qualcosa si rende consapevole di tale meraviglia”.
Interessante è stato scoprire la sua passione per l’arte di intagliare il legno. Quindi l’amore per l’elemento naturale per eccellezza.
In particolare si dedicò allo studio della xilografia su legno di filo eseguita con la sgorbia e la xilografia su legno di testa eseguita col bulino e anche alla realizzazione di  litografie e alla mezzatinta, dopo aver  abbandonato la scuola di architettura  e di disegno ornamentale nel 1922.
Come già dicevo prima, gran parte della produzione giovanile, fu dedicata al tema degli oggetti naturali, e quello fu proprio il periodo dei suoi viaggi e della sua permanenza in Italia (in particolare a Roma), dove rimase impressionato dai paesaggi dell’ Italia Meridionale e a cui attingerà per tutta la vita. Visiterà la Calabria, l’Abruzzo, la Sicilia e la Costiera Amalfitana, che egli amò tanto, tra cui in particolare Vietri sul Mare, Amalfi, Ravello, Scala, Positano, Praiano e Conca dei Marini.
Sono paesaggi, improntati ad un naturalismo in contrasto con l’immagine surreale e fantastica che di solito si associa all’artista. Eppure, non sembra azzardato dedurre quali criteri guidassero le sue scelte formali davanti a suggestivi paesi arroccati su alture, a strade delimitate da case ravvicinate, a panorami variamente composti di colline e specchi d’acqua; sia pure in modo intuitivo, ci sentiamo sicuri che la geometricità, intesa come regolarità dei volumi naturali o costruiti dagli uomini affascinasse l’artista.
Escher appare quasi dominato da un’esigenza di ordine e laddove uno spigolo, una crepa, un detrito o una foglia potrebbero generare sporgenze, irregolarità, rumori nell’armonia dell’universo e del creato, la sua matita o la sua sgorbia intervengono per spianare, limare, regolarizzare. A conferma di questo interesse, i disegni di scorci architettonici effettuati in quegli anni sono normalmente legati alle volumetrie, alla resa di elementi particolarmente limpidi delle strutture, o agli incastri di colonne, archi e volte.
Giorno e Notte 
In moltissime delle sue opere sono rappresentati  in un gioco di incastri e simmetrie il mondo animale e quello naturale  che culmineranno nelle famose METAMORFOSI.
Metamorfosi
A voler sottolineare la potenza della natura e delle sue creature in una ricerca estetica che si identifica con la ricerca geometrico-formale, esaltando l’idea di bellezza che risiede nella purezza del segno, nell’armonia anche apparente delle composizioni e nei paradossi illusionistici che solo la sua matita poteva creare!
Escher ci inganna, gioca con l’architettura come con le montagne, con le ali degli uccelli come con i volti degli uomini, e ci rende partecipi del suo inganno…ma al tempo stesso “coscienti delle meraviglie del creato”!
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